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In Life Style, Mum Life

Il metodo salva-sonno giapponese di Etsuko Shimizu funziona? Ecco la mia esperienza

Il rito della buona notte

Mi sento truffata da mio figlio, oh sì. Mi ha illusa per nove mesi e mezzo d’essere il bimbo più buono del mondo. Lo mettevo nella culla alle 20,30, da sveglio, spegnevo la luce e lasciavo che si addormentasse da solo. E dormiva circa 12/13 ore a notte, svegliandosi di rado, solo per cercare il ciuccio. Ma, come dicevo, a 9 mesi e mezzo è arrivata la fregatura: una dentizione terribilmente dolorosa. Dall’arrivo del primo dentino, beh, addio sonni beati. Risvegli continui, pianti disperati, e passeggiate in braccio in giro per casa. Così ha preso il brutto vizio di volersi addormentare solo in braccio, in piedi, con un dondolio energico e continuo. Ma non è finita qui. Ad ogni risveglio seguiva il rifiuto di tornare nella culla, pretendendo di dormire un sonno agitato nel lettone di mamma e papà. Un cambiamento decisamente drastico, che ha messo a dura prova la nostra energia e pazienza. Così, sconfortata e stanca, dopo tre mesi di nottatacce, ho cercato su internet qualche consiglio che facesse al caso nostro, qualsiasi metodo salva-sonno che potesse aiutarci. E ho trovato un libro davvero interessante: Sogni d’oro per Bambini e Mamme di Etsuko Shimizu.

Di cosa parla il libro?

Si tratta di un manuale molto breve, scritto da una fisioterapista giapponese che, stremata dalle notti insonni durante i primi mesi di vita della sua bimba, ha studiato un metodo “salva-nanna”. Da allora è diventata una specialista di risvegli notturni dell’infanzia, e tiene dei corsi per genitori in tutto il Giappone.

In cosa consiste il suo metodo?

Fermezza e dolcezza. Sì, avete capito bene. Armatevi di buona volontà e determinazione, sono quelle le due armi vincenti. Ovviamente non riassumerò tutto il libro, sarebbe impossibile, ma metterò qui di seguito in evidenza dei punti chiave per aiutarvi a capire su cosa si basa il metodo Shimizu.

Il ritmo biologico è la base

Intanto bisogna capire che il ritmo biologico del bambino è la cosa più importante e che deve interessarci maggiormente. L’autrice sottolinea come una suddivisione giorno/notte sia essenziale per un buon sonno.

L’ideale sarebbe far andare il bambino a dormire non più tardi delle 21 ( in alcuni paesi nordici mettono i bambini al letto alle 18,30 addirittura) e non farlo svegliare oltre le 8 del mattino. Abbassare le luci e spegnere la tv mezz’ora prima della nanna aiutano il bambino a rilassarsi, così come un bagnetto caldo. Ma c’è una cosa ancora più importante: vostro/a figlio/a ha bisogno al 100% di voi prima della nanna, niente cellulare e niente distrazioni. Ritagliatevi un po’ di tempo per delle coccole e dei rituali calmanti.

Etsuko Shimizu suggerisce di leggere una storia, o semplicemente parlare al piccolo a voce bassa se troppo piccolo per un libro. Da evitare assolutamente: bevande zuccherate o dolciumi un’ora prima della nanna. Gli zuccheri tengono svegli.

Il rito della buona notte

La cosa fondamentale è creare un rito di addormentamento. In poche parole bisogna creare una routine fissa a cui il bambino possa abituarsi e che, pian piano, riesca ad associare alla serenità e al sonno. In particolare, se il vostro problema è quello di dover cullare il bambino in braccio finché non crolla, bisogna sostituire questo rituale per gradi, anche se il bambino piange. Prima mantenendovi semplicemente in piedi, poi stando seduti e battendo dei colpetti ritmici sul sederino o sulla schiena. Il segreto è uno solo: non arrendersi. Mai ricadere nella vecchia routine, nemmeno per una sera, nemmeno se il bambino non la smette con i capricci, o tutto il lavoro andrà perso. I bambini si adattano, ma ci vuole fermezza e pazienza.

Regolare i sonnellini diurni

Altro fattore importantissimo: bisogna controllare e regolare i pisolini diurni. A tal proposito l’autrice fornisce una tabella dettagliata sulla quantità e la durata ideale dei riposini, in base all’età del bambino. Un bambino fino a 15 mesi, ad esempio, ha bisogno di un sonnellino di mezz’ora nel mattino, e di un paio d’ore nel pomeriggio. La fascia oraria ideale sarebbe approssimativamente tra le 9 e le 10 e tra le 12 e le 14. I risvegli non devono mai essere bruschi e, per facilitare il risveglio, bisogna lasciare che entri la luce (se è inverno o il tempo è uggioso accendere una lampada va bene comunque).

Il metodo salva-sonno funziona?

Chiaramente io ho riassunto il contenuto del libro in modo sommario e, al suo interno, ci sono altre mille informazioni utili per le mamme, pertanto andrebbe comunque letto per intero.

In linea di massima posso dirvi che sì, il metodo funziona, sebbene con qualche riserva. Non l’ho trovato così infallibile come decanta la copertina, ma i miglioramenti sono stati visibili. Non passeggio più per casa con 10 kg di bimbo in braccio tanto per iniziare. Alle otto già si strofina gli occhi per il sonno, e la mattina alle otto massimo è sveglio. Farlo giocare e rigirare nel lettone prima della nanna lo aiuta a dormire, sebbene almeno una volta a notte si svegli. I pisolini diurni non sempre riescono a ricadere negli orari prestabiliti ma, in linea di massima, regolarizzarne la durata è stata una mossa vincente.

Inoltre Etsuko Shimizu suggerisce il co-sleeping per far sentire il bambino più sereno e al sicuro. Noi abbiamo deciso di adottarlo, ma solo in parte. All’inizio dorme nella sua culla, accanto al lettone, quando poi si sveglia lo mettiamo in mezzo a noi e continua a dormire. Logicamente può capitare una nottataccia, se il bambino sta male o ha dolore ai denti c’è poco che si possa fare con qualsiasi routine, giapponese o marziana che sia.

In ogni caso è stata una lettura molto interessante e con spunti di riflessione validi, consigliassimo a tutte le mamme con bimbi fino ai 3/4 anni.

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