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Come è nata la leggenda di Babbo Natale?

Santa Claus letter

Meno 5 giorni a Natale e i bambini sono già in trepidante attesa di Babbo Natale. Una figura magica, capace di recapitare doni in tutto il mondo in una sola notte, di calarsi dal comignolo di un camino, e di osservare a distanza i bambini nei mesi precedenti per preparare la sua lista di buoni e cattivi. Ha un aspetto paffuto, una folta barba bianca e una casacca rossa bordata di pelliccia bianca, viaggia su una slitta volante, trainata da renne, e adora latte e biscotti. Già, queste cose le sappiamo già tutti. Ma tutti conosciamo come è nata la sua leggenda o dove?

San Nicola

Le origini della figura di Babbo Natale (“Santa Claus” in lingua inglese) sono direttamente collegate alla figura di San Nicola. Vescovo della città di Myra, una provincia dell’impero Bizantino (l’attuale Turchia), viene ricordato come protettore dei bambini. In particolare San Nicola è legato ad una leggenda parecchio macabra. Si narra che tre bambini chiesero ospitalità in una locanda e che un oste malvagio, avendo finito le scorte di carne, accettò di farli entrare. Una volta in trappola, i bimbi vennero uccisi e fatti a pezzi, per poi essere messi in salamoia. A questo punto fu proprio San Nicola a bussare alla porta della locanda, e a chiedere un piatto di carne. L’oste si rifiutò di servirlo, e il vescovo entrò nella dispensa, riportando i bambini nuovamente in vita.

La figura di San Nicola è spesso rappresentata in abiti vescovili rossi, e fa sfoggio anche di una candida barba, simbolo probabilmente della sua bontà e purezza. La sua festa è ancora il 6 dicembre in moltissimi paesi. Lo slittamento al 25 Dicembre è probabilmente dovuto alle migrazioni moderne: i bambini distanti dalle famiglie ricevevano con un paio di settimane di ritardo i doni di San Nicola.

Il nome odierno arriverebbe invece dalla lingua olandese, e più precisamente dal nome “Sinterklaas“, ovvero “San Nicola”.

Le leggende germaniche

Alcune popoli germanici credevano che, una volta l’anno, il dio Odino organizzasse una grande battuta di caccia per il solstizio d’inverno. I bambini, allora, erano soliti riempire i loro stivali con carote, paglia o zucchero, per nutrire i cavalli di Odino, il quale li avrebbe ringraziati lasciando loro doni e dolciumi.

letterina a babbo natale

La versione moderna di Santa Klaus

Per avvicinarci di più alle caratteristiche odierne di Babbo Natale, però, dobbiamo focalizzarci sul periodo vittoriano e, in particolar modo, su uno scrittore amatissimo: Charles Dickens. Infatti è proprio una delle illustrazioni che accompagna l’edizione di “Canto di Natale“, a cura di John Leech, a consacrare la figura di uomo buono che dispensa doni. Lo spirito del Natale Presente appare con una lunga tunica verde, bordata di pelliccia bianca, una folta barba e un sorriso gioviale.

Eh, sì, per un po’ di tempo la casacca di Klaus è stata sia verde che rossa. Una delle prime rappresentazioni in rosso risale al 1823, nell’illustrazione di una poesia di Clement Clarke Moore, che potete leggere QUI.

Negli anni 30 poi, la Coca Cola decise di utilizzare la figura di Babbo Natale per un celebre spot, in cui appariva vestito di rosso (come il logo del marchio), con una bottiglietta della celebre bibita gassata in mano. Da allora si è persa gradualmente l’abitudine a ritrarlo in abiti verdi.

Dunque le leggende che lo riguardano sono in parte d’origine religiosa, e in parte pagana. Al giorno d’oggi, a voler essere precisi, non c’è una versione univoca di questo mito. In America, ad esempio, è un uomo che ama latte e biscotti. In Inghilterra preferisce trovare mince pie e sherry al suo arrivo. Sempre secondo gli americani abiterebbe al Polo Nord, vicino l’Alaska, mentre per molti europei abita in Lapponia, vicino Rovaniemi. Mille sfaccettature per una figura famosa a livello globale, un mito magico per i bambini di tutto il mondo che, ormai, non si interrogano da dove arrivi, ma solo se li abbia considerati abbastanza buoni da portar loro un dono per il 25 Dicembre.

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